Michele Pavanello, il respiro delle fede

Con Michele Pavanello inauguriamo la rubrica Interviste di questo portale che ha come obiettivo primario quello di dar voce agli artisti di Christian Music.

La loro musica non è musica di nicchia, la loro è musica del mondo. Musica autentica, che non si adegua al sistema commerciale. Musica che canta la fede chiamando ogni cosa e persona col proprio nome.

In un mondo musicale in cui i rapper soprattutto possono cantare di tutto, inneggiando anche a comportamenti non certo sani, perchè un artista di Christian Music dovrebbe cantare solo in quello spazio limitato fra la navata laterale e la sacrestia?

Quella di Michele Pavanello è musica che spazia dal rock al pop, con citazioni jazz e sfumature di blues. E’ musica da palco, è musica che non stonerebbe in nessuna radio, è musica non solo per le orecchie, ma anche per il cuore.

E’ musica che anche grazie il suo ufficio stampa Silvia Spadon sta arrivando in tante case attraverso diverse strade. Nell’intervista Michele Pavanello ringrazia Silvia, e permetteteci di leggere quella frase con una gioiosa invidia. La Christian Music è differente. Vive di gratitudine. Questo ci colma di speranza e ci sprona a diffondere sempre più queste note piene di anima, vive, vere.

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Ti presenti ai nostri lettori. Ci dici qualcosa di te?
Buona giornata a tutti i lettori e ti ringrazio per l’invito. Sono nato e vivo tra le campagne appoggiate alle rive del grande fiume, quando si apre a delta e, carico delle storie raccolte, si riversa in mare; la nebbia d’inverno e le zanzare d’estate sono un prezzo che si può serenamente pagare per assistere ad uno degli spettacoli più belli della natura. Le mie canzoni nascono qui.

E come e perché hai deciso di entrare nel mondo della Christian Music?
Non avevo scelta, amando Gesù e la musica, che potevo fare? Dovevo provare a dire la mia. Sono molto contento di questa scelta, sicuramente controproducente dal punto di vista artistico, ma non m’importa perché è la Missione ciò che conta.

Dopo anni di silenzio, la Christian Music oggi in Italia sta ottenendo un po’ di attenzione in più, è così?
Sì, è vero, questo però accade solo grazie ad alcune persone, appassionate e competenti, che con anima e cuore stanno lavorando tantissimo per dare voce a questa musica. Manca, ahimè, la volontà di creare un sistema, di investire quelle risorse necessarie per dare vita ad un movimento capace di attrarre interessi e quindi finanziamenti. Per avere produzioni di qualità, per organizzare eventi importanti e di richiamo occorrono i mezzi, c’è poco da fare.

Nei testi di Christian Music ci sono anche tante risposte e proposte… si può cantare proprio tutto?
Credo di si, starà poi alla sensibilità di chi ascolta elaborare le proposte. E’ evidente, però, che chi scrive canzoni sui temi della fede ha una grande responsabilità e quindi deve proporsi con rispetto.

Ci parli dell’ultimo tuo brano che hai scritto? A chi si rivolge, come è nato?
S’intitola La luce siamo noi ed è nato pensando ai nostri ragazzi che si stanno preparando ad affrontare la vita. Voglio dire loro di non abbattersi di fronte alle miserie del mondo, di combattere l’arroganza del potere, di ignorare perbenisti e moralisti, di restare uniti nella gioia e nella fede, di accettare Gesù come amico fedele.

Ma quando sali sul palco come vedi il mondo?
Sul palco vedo la speranza di una vita migliore, per tutti; e penso che se ci siamo trovati lì tutti insieme un motivo ci deve essere. Prima di partire guardo miei ragazzi della band, un bel respiro … e via.

E che tipo di preparazione psicologica, fisica ed emozionale occorre prima di un concerto di Christian Music?
Essendo estremamente pigro non faccio alcuna preparazione fisica, e si vede, perché arrivo alla fine con la lingua fuori. Cerco di respirare bene prima del concerto così da dare aria a tutto il corpo, poi le emozioni vengono da sole.

La Christian Music però non è un genere per solisti e basta, le collaborazioni sono sempre tante: tu a chi devi il grazie più grande?
Sicuramente a Silvia Spadon che con il suo “blogdellamusica” mi sta sostenendo da quasi due anni, anzi è più corretto dire che la strada la stiamo facendo insieme visto che condividiamo programmi, obiettivi, campagne, arrangiamenti, spettacoli, idee e tutto quello che sta dietro una produzione musicale; con fatica e con molti ostacoli … ma con entusiasmo.

Ed invece qual è la collaborazione impossibile che hai nel cassetto?
Non guardo ai “big”, non mi interessa. Quello che in realtà spero è che gli artisti di Christian Music del nostro paese, con i loro uffici stampa e addetti alla produzione, mettano insieme le forze necessarie per creare quel tessuto connettivo indispensabile a far crescere il movimento. E chissà che qualcuno se ne accorga …!

In chiusura ci dici qual è la tua preghiera più frequente e qual è invece il brano che canti più spesso?
Sono sempre più devastato da notizie o immagini di violenze sui bambini e quindi prego il Padre Nostro che è nei cieli affinché scenda su di loro lo Spirito Santo. La canzone che canto più spesso? Come as you are di David Crowder.

Contatti Michele Pavanello
Facebook: https://www.facebook.com/michelepavanellochristianartist/?fref=ts

Website: http://michelepavanello.it/

 

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